Vai al contenuto
Galloni Galloni

WhatsApp 351.500.8063

Racconti erotici: bloccati in ascensore, un pompino indimenticabile

Racconti erotici: bloccati in ascensore, un pompino indimenticabile

La serata era finita più tardi del previsto.

Giulia si infilò nell’ascensore dell’hotel, con i tacchi che risuonavano sul pavimento di marmo.

Aveva appena lasciato una cena di gala, l’ambiente formale l’aveva annoiata a morte, ma almeno il vino era stato all’altezza.

Mentre le porte si chiudevano, vide un uomo infilarsi all’ultimo secondo.

Luca.

Lo aveva notato tutta la sera.

Sguardi rubati tra un brindisi e l’altro, un sorriso complice quando la sua mano era scivolata distrattamente lungo il fianco della sua accompagnatrice.

Ora erano lì, soli.

Il suono meccanico dell’ascensore che saliva era l’unica cosa che rompeva il silenzio carico di tensione.

"Bella serata, vero?" commentò lui, con quel sorriso sicuro che l’aveva già fatta impazzire.

"Poteva essere più interessante." rispose lei, inclinando la testa e fissandolo con un’ombra di sfida negli occhi.

Luca rise piano.

"E cosa ti avrebbe divertita di più?"

Giulia si mordicchiò il labbro inferiore, facendo scivolare le dita sul corrimano d’ottone.

"Forse qualcosa di meno... prevedibile."

Racconti erotici 1

Fu in quel momento che l’ascensore si fermò di colpo tra due piani, le luci tremolarono prima di spegnersi del tutto.

"Perfetto…" mormorò Giulia, incrociando le braccia.

Accanto a lei, Luca si passò una mano tra i capelli, il fiato corto.

Erano rimasti bloccati nel grattacielo dell’hotel, soli, senza segnale.

"Sarà questione di pochi minuti," disse lui, cercando di spezzare la tensione.

Giulia lo fissò con un sorriso di sfida.

"Già ma mi mette un pò d'ansia"

"Tranquilla, siamo in un hotel..."

"Ok, allora abbiamo tempo da riempire…"

Luca deglutì.

Non si aspettava una risposta del genere.

Racconti erotici 2

Indossava un vestito attillato che metteva in risalto ogni curva, e ora si avvicinava a lui con un’aria pericolosa.

"Ti mette a disagio?" sussurrò, sfiorandogli il torace con un dito.

"Dovrei?" rispose lui, il corpo già teso.

"No…" sussurrò lei.

"Dovresti eccitarti."

Di nuovo, Luca rimase sorpreso.

Le sue mani scivolarono sulla sua camicia, aprendo i bottoni uno a uno.

Luca sentì il calore salirgli addosso, il sangue pulsargli nelle vene.

"Se ci scoprono…"

"Avranno un bello spettacolo," rispose lei, scivolando in ginocchio davanti a lui.

Lui si appoggiò alla parete, il respiro spezzato quando sentì le sue mani scorrere sui fianchi.

Giulia abbassò la zip dei suoi pantaloni, liberando la sua erezione pulsante.

"Sei già così duro per me?" sussurrò, mordendosi il labbro inferiore.

La sua bocca calda lo avvolse senza preavviso, la lingua giocava, le labbra si stringevano attorno a lui.

Racconti erotici 3

Luca gemette, affondando una mano nei suoi capelli, guidandola nel ritmo.

Ogni suzione, ogni movimento delle sue labbra lo faceva impazzire.

"Giulia… se continui così, non resisto."

Lei lo guardò dal basso, gli occhi lucidi di desiderio.

"Non voglio che resisti..."

Lui la tirò su di scatto, premendola contro la parete dell’ascensore.

Le sue mani sollevarono il vestito, scoprendo la sua pelle calda.

"Sei così bagnata…" mormorò, infilando due dita nella sua intimità pulsante.

Lei gemette forte, aggrappandosi alle sue spalle mentre le dita di lui si muovevano dentro di lei, lente e sapienti.

Il suo corpo si contorceva, il piacere cresceva, il desiderio la divorava.

Luca aumentò la velocità, il respiro pesante, i loro corpi incollati, mentre il calore si accumulava sempre di più.

Giulia affondò le unghie nella sua schiena, il suo corpo un’onda di puro desiderio.

Lui la prese con un colpo profondo, facendole lasciare un gemito roco.

Le sue mani stringevano i suoi fianchi, guidandola, il loro ritmo una danza frenetica.

L'ascensore sembrava vibrare con loro, mentre il piacere cresceva fino a diventare insostenibile.

Giulia sentì il suo corpo contrarsi, la tensione accumulata che esplodeva in un orgasmo travolgente.

Pochi secondi dopo, Luca la seguì, stringendola con tutta la forza mentre il piacere lo attraversava.

Rimasero fermi, ansimanti, il sudore che scivolava lungo la pelle.

Poi, il suono improvviso del motore dell’ascensore li riportò alla realtà.

Si scambiarono uno sguardo e un sorriso complice.

Le porte si aprirono lentamente, e dall’altro lato un impiegato dell’hotel li fissò con aria sospetta.

Giulia si sistemò il vestito, tirò su il rossetto con un gesto veloce e sussurrò a Luca, maliziosa:

"Forse dovremmo rimanere bloccati più spesso."

Mentre uscivano dall’ascensore, lui le prese la mano con un sorriso carico di sottintesi.

"E se trovassimo un altro posto dove farci sorprendere?"